Amisc dla Ladinia Unida

Scheda n. 9: domande varie sulla realtà dell'Alto Adige / Sudtirolo PDF Print E-mail
17-10-2007
Scheda n. 9
 
Gentili cittadini di Anpezo, Col e Fodom!
Per permettere una partecipazione consapevole e ben informata al referendum del 28 ottobre 2007, il Comitato Promotore ha curato la redazione di lettere informative, che riguarderanno via via i settori più importanti toccati da un eventuale passaggio alla regione Trentino-Alto Adige.
La presente lettera ha per argomento le domande varie, che sono state poste dai cittadini di Anpezo, Col e Fodom nelle settimane antecedenti il referendum. Queste domande spaziano dalla gestione di acquedotti e fognature nella provincia di Bolzano fino a questioni di sostegno alla famiglia. La scheda è stata redatta dal comitato “Amisc dla Ladinia unida” con l’aiuto degli esperti competenti della Provincia autonoma di Bolzano.
 

Domande varie sulla realtà dell’Alto Adige / Sudtirolo

 
Acquedotti e fognature in prov. di Bolzano e gestione integrata pubblica come sarà? E gli acquedotti privati? (cfr. scheda 6)
L’ acqua è essenzialmente pubblica e fa parte del demanio idrico provinciale. La provincia ne detiene dunque la competenza legislativa ed amministrativa. Le vecchie sorgenti e derivazioni private sono state riconosciute su apposita domanda; qualsiasi uso nuovo è soggetto a concessione. La fornitura di acqua potabile avviene al 90% a mezzo di acquedotti pubblici o di interesse pubblico (comunali, intercomunali, consorziali, frazionali). Accanto a questi (ca. 500) ne troviamo ca. 1000 privati minori. Ancor più marcata è la presenza pubblica comunale e consorziale, nonché comprensoriale per quanto riguarda le fognature e gli impianti di depurazione, anche se la gestione è in mano a società (a quote o capitale pubblico appunto).
 
Maestri di sci: quali regole? (cfr. scheda 6)

Disciplina: LP del 2001 e regolamento del 2004. Trattasi di una disciplina assai dettagliata a garanzia e a protezione della categoria professionale. Sono prevsti l’iscrizione ad un apposito albo provinciale degli assistenti e dei maestri di sci di ogni tipo, la formazione teorica e pratica, l’esame di idoneità, l’obbligo di aggiornamento e forme di autodisciplina ed autocontrollo. Sono prescritte condizioni particolari per l’apertura di scuole di sci che non devono avere meno di 7 insegnanti. Da sapere: dei 1800 maestri di sci sudtirolesi quasi la metà è dislocata nelle due vallate ladine di Badia e Gardena (Plan de Corones ed Alpe di Siusi compresi).
 
Regolamentazione della caccia
In Alto Adige vige un sistema venatorio di tipo riservistico, in cui ogni cittadino ha la possibilità di esercitare la caccia nel comune di residenza, indipendentemente dal possesso fondiario. L’autorità venatoria ha il compito di controllare l’ammontare della quota d’iscrizione alla riserva, affinché l’esercizio della caccia risulti accessibile a tutti anche dal punto di vista finanziario.
Questo regime riservistico trova applicazione nelle 144 riserve di diritto esistenti, che corrispondono a circa l’82% della superficie provinciale, a cui vanno aggiunte 51 riserve di caccia private, pari al 2% del territorio altoatesino. In queste ultime l’esercizio della caccia è riservato al proprietario terriero, che ha però anche la possibilità di concederlo in affitto.
Il territorio provinciale sul quale è consentito l’esercizio della caccia è suddiviso in 8 distretti venatori. L’estensione delle singole riserve è molto variabile; la riserva più grande è quella della Val Sarentino, che con circa 30.000 ettari di superficie è oltre 100 volte più estesa di quella di Ponte Gardena, di soli 230 ettari. L’estensione media di una riserva è pari a circa 4.500 ettari. La maggior parte delle riserve risulta quindi sufficientemente estesa da potere permettere una razionale gestione venatoria. Ognuno dei circa 5.500 cacciatori altoatesini dispone mediamente di 113 ettari di superficie sulla quale esercitare la caccia.
Le norme legislative che regolano la tutela della fauna selvatica e la pratica venatoria in Alto Adige sono contenute nella legge provinciale 17 luglio 1987, n. 14 e successive modifiche.
La sovrintendenza al settore venatorio spetta all’autorità provinciale competente, cioè l’Ufficio caccia e pesca. I compiti di questo ufficio consistono nella salvaguardia del patrimonio faunistico, nel controllo sulla vigilanza venatoria, nella collaborazione con il veterinario provinciale nella lotta alle malattie della selvaggina, nel controllo delle riserve di caccia private, nella segreteria dell'Osservatorio faunistico provinciale, nell’organizzazione degli esami per cacciatori e per guardie venatorie, nella prevenzione e nell’indennizzo dei danni causati dalla selvaggina, nella sanzione delle trasgressioni e nel rilascio dei decreti di nomina a guardia venatoria e del tesserino regionale per l’esercizio della caccia fuori provincia.
In Alto Adige, accanto all’autorità venatoria, la caccia è amministrata anche dall’Associazione Cacciatori Alto Adige, alla quale è delegata l’amministrazione delle riserve di diritto. Essa svolge pertanto anche funzioni ufficiali. All’Associazione Cacciatori Alto Adige spetta il compito di rilasciare i permessi di caccia (annuali, d’ospite o giornalieri) e di elaborare le linee guida per i prelievi.
Per quanto riguarda le specie di ungulati cacciabili, quella presente in maggior numero in Alto Adige è il capriolo. Esso occupa, con densità variabili, tutto il territorio provinciale e viene cacciato in tutte le riserve, con un prelievo medio pari a circa 9000 – 9500 capi all’anno. Per il camoscio viene rilevata una situazione analoga. Il cervo, infine, risulta in continua espansione sul territorio provinciale ed attualmente vengono concessi ed eseguiti degli abbattimenti anche in riserve dove la specie era assente fino a due decenni fa.
Il fine dichiarato della gestione venatoria in Alto Adige consiste nel provvedere alla conservazione delle diverse specie faunistiche autoctone e nel proteggere e migliorare gli habitat in cui esse vivono. Il prelievo ha luogo pertanto in modo ecosostenibile, attraverso piani di abbattimento e contingenti personali.
Il danno alle colture viene in parte risarcito; per incidenti stradali, almeno fino a poco fa, non esisteva ne assicurazione ne previsione di risarcimento da parte della Provincia. Questa però è stata più volte obbligata al risarcimento in base a condanne giudiziali.
 
La gestione delle case per anziani: quale? (cfr. scheda 6)

Bisogna distinguere fra case albergo per anziani autosufficenti ancorché ammessi all’assistenza domiciliare, e le case di riposo, i centri di degenza e di assistenza diurna. Le prime sono di tipo sociale agevolato e sono costruite e gestite da comuni, fondazioni, istituto provinciale per l’edilizia sociale. Le seconde fanno parte delle strutture socio-sanitarie e rientrano generalmente nella competenza dei distretti socio-sanitari (che a loro volta fanno parte dell’Azienda sanitaria e dei comprensori comunali), ma possono anche appartenere a comuni e fondazioni da cui sono amministrate.
 
La Croce Bianca
Il compito principale dell’Associazione provinciale di soccorso Croce Bianca (fondata il 10.8.1965) sono i trasporti infermi e il soccorso per persone degenti, con problemi di deambulazione o infortunati e cioè per tutti quelli che sono svantaggiati dal punto di vista fisiologico, psicologico, familiare od economico.
Le attività della Croce Bianca sono in prima linea i trasporti infermi di pazienti con difficoltà di deambulazione, che devono essere trasportati presso strutture pubbliche o private convenzionate. Sono finanziati dalle Aziende Sanitarie provinciali. Ma la Croce Bianca è anche attiva in molti altri ambiti. Per esempio il suo Ufficio Formazione forma i molti collaboratori della Croce Bianca ed offre alla popolazione ca. 2700 ore di corsi di Primo Soccorso e quelli di sicurezza sul lavoro per aziende. Specialmente gli organizzatori di eventi sportivi si servono dei servizi di pronto intervento richiesti dalla legge. La Croce Bianca coordina anche la Comunità di lavoro per l’Elisoccorso provinciale. Il servizio Telesoccorso da più sicurezza ad anziani e persone con problemi deambulatori che vivono da soli. I volontari dell’Assistenza spirituale si attivano in casi di d’emergenza psichica e quelli della Colonna di Sussistenza forniscono vitto ed assistenza alle persone bisognose d’aiuto o evacuate in caso di catastrofi.
Le 30 sezioni, disseminate su tutto il territorio dell’Alto Adige, fanno sì che i tempi di raggiungimento del luogo d’infortunio del mezzo di soccorso stabiliti dalla legge vengano rispettati. Dati i presupposti geografici in Alto Adige questo é solo possibile con tanti punti di partenza.
Dal punto di vista del personale la Croce Bianca é un’impresa assolutamente speciale in Europa, dato che i 2.300 volontari (vedi sopra) coprono più della metá di tutto il monte lavoro della CB, nel 2005 per esempio si trattava del 62 per cento. Il parco vetture é di ca. 150 ambulanze, 40 mezzi di soccorso e 55 mezzi della Colonna di Sussistenza.
 
Contributi per attività di restauro ambientale

Dal 1975 vengono erogati contributi per il mantenimento e la valorizzazione del quadro paesaggistico tradizionale. In particolare viene favorito il mantenimento di tetti in scandole o ricoperti conpaglia, steccati e canali d'irrigazione tradizionali, sistemi per l'essicazione del fieno, muri a secco e altri sistemi di coltivazione tradizionale o altri interventi per la tutela del paesaggio (rimozione di recinzioni in filo di ferro, interramento di linee aeree, conservazione di castagneti ecc.). Dal 1997 vengono concessi anche contributi per il mantenimento dei tetti in scandole o in paglia da parte di oggetti sottoposti a tutela dei monumenti.
 
Premi incentivanti per la cura ed il mantenimento del paesaggio
I premi incentivanti per la cura ed il mantenimento del paesaggio (direttiva UE Nr. 2078/92) vengono assegnati ai fini del mantenimento del quadro paesaggistico tradizionale e della varietà biologica di habitat naturali di rilevanza ecologica. I premi vengono gestiti dagli Uffici ecologia del paesaggio e parchi naturali della Ripartizione provinciale tutela del paesaggio e della natura. I premi incentivanti per la cura ed il mantenimento del paesaggio possono essere concessi per il mantenimento di prati magri e prati umidi, di prati di montagna ricchi di specie e prati alberati con larice, di canneti e prati presso le malghe. Il sostegno mediante contributi premia inoltre la rinuncia al pascolo in torbiere ed alla trasformazione in arativi di prati situati in biotopi paludosi, nonché la tutela delle siepi. Ammontare dei contributi:

 

 

 

 

Supplementi

 

Premi investimenti per la cura e il mantenimento del paesaggio

Premio base (€/ha)

50 % in biotiopi e parchi naturali

Presenza alberi di larice oltre il 20 %

Pendenza oltre il 40 %

Mancanza di allacciamenti

Max. (€ / ha)

Prati magri e parti umidi

370

185

 

76

76

707

Prati di montagna ricchi di specie

190

95

 

76

76

437

Prati alberati con larice con prati magri

546

273

51

76

76

1.022

Prati alberati con larice con prato di montagna

366

183

51

76

76

752

Prati alberati con larice con prato grasso

176

88

51

76

76

467

Pascolo alberato con larice con oltre il 20 % di densitá di copertura

80

40

 

 

 

120

Canneti

370

185

 

76

76

707

 

Prati presso le malghe in parchi naturali

51

25,50

 

76

76

228,50

Rinuncia al pascolo in torbiere

102

51

 

 

 

153

Rinuncia al dissodamento di prati in biotopi paludosi

1.714

 

 

 

 

1.714

Siepi in zone a frutti- e viticoltura

2.370

 

 

 

 

4.740

Siepi in aree a foraggiatura

750

 

 

 

 

1.500

 

Contributi per iniziative nell'ambito della tutela della natura
Per la realizzazione di studi, manifestazioni o iniziative che interessano la tutela della natura, la Ripartizione natura e paesaggio concede dei contributi ad enti, associazioni o privati. Vengono finanziati sia lo svolgimento di programmi annuali, sia la realizzazione di singoli progetti.
 
Sostegno per installazione pannelli solari, fotovoltaici, caldaie a cippato ecc.ecc.

In Alto Adige il 45 % dell'energia consumata proviene da fonti energetiche rinnovabili. Per sostituire l'impiego di energie fossili con energie rinnovabili ed incrementare l'efficienza ed il risparmio energetici, tra il 1992 ed il 2006 la Provincia ha investito circa 1,2 miliardi di € (di cui il 36,8 % per gli impianti di teleriscaldamento a biomassa, il 13,8 in pannelli solari ed il 14,8 in bruciatori a pellets e truccioli), ed erogati 240 milioni di € in contributi nei vari settori di intervento.
Attualmente in provincia di Bolzano sono in funzione 41 impianti di teleriscaldamento a biomassa (servono circa 8.000 edifici) che servono in totale circa 100.000 cittadini e 4.000 posti letto nel settore alberghiero;. 13.770 gli impianti a pannelli solari con una superficie di 149.000 metri quadri (un terzo dei collettori solari in Italia). In funzione vi sono altresì 5.250 bruciatori a pellets-truccioli.
L'impegno profuso nel settore del risparmio energetico ha portato allo sviluppo del modello abitativo CasaClima che coniuga il risparmio di energia all'impiego di energie alternative e che in provincia di Bolzano è diventato vincolante nel modello di categoria C che comporta un fabbisogno energetico di 7 litri di combustibile all'anno (rispetto ai 220 litri necessari per un edificio classico).
 
Protezione civile: Contributi ai comuni e alle comunità comprensoriali per l’adozione di misure di prevenzione, di pronto soccorso e di ripristino nell’ambito di calamità
L'ente locale deve inoltrare all’Ufficio protezione civile immediatamente a partire dalla constatazione della situazione di pericolo o dal verificarsi dell'evento dannoso una corrispondente comunicazione scritta.
Di norma l’Ufficio protezione civile invita di seguito tutti gli uffici provinciali competenti ad un sopralluogo e in tale circostanza consiglia l'ente locale in merito alle misure di protezione civile da adottare.
L’ente locale può presentare domanda di contributo per l’adozione di misure di prevenzione e di pronto soccorso qualora sussista un pericolo imminente per la pubblica incolumità.
La domanda di contributo deve essere presentata all’Ufficio protezione civile entro il termine perentorio di 180 giorni a partire dalla data della comunicazione dell’evento dannoso. Se il Presidente della Provincia dichiara lo stato di calamità per la zona in questione, la domanda può essere presentata durante tutta la durata dello stato di calamità.
Trattandosi di misure di pubblica utilità, urgenti e indifferibili, l’ente locale può adottare la misura di protezione civile anche prima della presentazione della domanda di contributo.
L’Ufficio protezione civile riconosce i seguenti costi:
Misure di pronto soccorso: i costi della misura di protezione civile, inclusi quelli delle spese tecniche, purché adeguati e purché rilevanti per la protezione civile.
Misure di prevenzione: i costi della misura di protezione civile, purché adeguati e purché rilevanti per la protezione civile; all’occorrenza le spese tecniche nella misura di un importo forfetario fino al 18 % dei costi di costruzione riconosciuti.
La Giunta provinciale può concedere un contributo fino all’80 % dei costi riconosciuti.
Se il Presidente della Provincia dichiara lo stato di calamità per la zona in questione, egli ha la competenza di concedere contributi fino al 100 % dei costi riconosciuti.
 
Contributi per misure di prevenzione e di ripristino qualora non sussista un pericolo imminente per la pubblica incolumità
L’ente locale può presentare domanda di contributo per l’adozione di misure di prevenzione e di ripristino anche qualora non sussista un pericolo imminente per la pubblica incolumità.
Ai fini della concessione del contributo, l’ente locale può dare inizio all’adozione della misura di protezione civile solo dopo la concessione del contributo da parte della Giunta provinciale.
La presente disposizione non vale per spese tecniche, per sondaggi del terreno o per disgaggi di pareti rocciose che hanno carattere propedeutico ad una misura di protezione civile per la quale viene concesso un contributo in un momento successivo.
Il contributo è concesso per le seguenti misure di protezione civile:
a)    costruzione di opere di protezione o adozione di misure di protezione civile per la riduzione del rischio;
b)   ripristino o ricostruzione delle opere pubbliche danneggiate, come strade, condutture dell’acqua potabile, canalizzazioni ed edifici, inclusi l’arredamento e la dotazione;
c)    elaborazione di piani di protezione civile, delle zone di rischio o delle zone di pericolo;
d)   acquisto dei beni e dei servizi necessari per il raggiungimento delle finalità di prevenzione e di ripristino, come indagini, studi, pareri, sistemi di monitoraggio e sistemi di allertamento.
La Giunta provinciale può concedere un contributo per il seguente ammontare:
Lavori: fino all’80 % dei costi riconosciuti.
Servizi e forniture: fino al 30 % dei costi riconosciuti; fino al 40 % dei costi riconosciuti per i comuni classificati come svantaggiati o per le comunità comprensoriali i cui comuni sono classificati a maggioranza come svantaggiati.
 
Contributi per la costruzione, l’ampliamento, la ristrutturazione, il risanamento o il ripristino delle strutture per il Servizio antincendi
Il comune può presentare domanda per la costruzione, l’ampliamento, la ristrutturazione, il risanamento o il ripristino delle strutture del Servizio antincendi.
Di norma anche i soccorsi alpini della Provincia sono allocati presso gli edifici strumentali dei Servizi antincendi.
La Giunta provinciale può concedere per edifici dei vigili del fuoco un contributo per il seguente ammontare, compensando il contributo di base con le possibili maggiorazioni:
Contributo di base: fino al 60 % dei costi riconosciuti per edifici per il corpo dei vigili del fuoco del luogo; fino al 70 % dei costi riconosciuti per gli edifici dei vigili del fuoco con ulteriori funzioni di punto d’appoggio; fino all’80 % dei costi riconosciuti per gli edifici dei vigili del fuoco del capoluogo distrettuale.
Maggiorazioni del contributo: fino al 10 % se nello stesso edificio sono collocate più organizzazioni di soccorso; fino al 20 % se il comune sul cui territorio è istituito l’edificio dei vigili del fuoco è classificato come svantaggiato; fino al 20 % se sul territorio comunale si trovano almeno due edifici dei vigili del fuoco oppure se viene raggiunto questo numero con la costruzione di un nuovo edificio dei vigili del fuoco.
La Giunta provinciale può concedere per strutture del Servizio antincendi con uso sovracomunale che non sono integrate in un edificio dei vigili del fuoco un contributo fino al 95 % dei costi riconosciuti.
 
Contributi per organizzazioni di volontariato nella protezione civile

Domande dell’Unione provinciale, delle Unioni distrettuali, della Scuola provinciale antincendi e delle società cooperative a responsabilità limitata dei Corpi dei vigili del fuoco volontari: La Giunta provinciale può concedere contributi fino al 100 % dei costi riconosciuti.
Domanda delle Unioni provinciali del Bergrettungsdienst dell’AVS e del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico Alto Adige del CAI: La Giunta provinciale può concedere contributi fino al 100 % dei costi riconosciuti.
Domande di altre organizzazioni: La Giunta provinciale può concedere contributi ad organizzazioni definite nel punto 1 nella seguente misura: fino al 50 % dei costi riconosciuti per la promozione di iniziative; fino al 60 % dei costi riconosciuti per l’acquisto o la locazione di beni mobili e immobili
 
Istituto Culturale Ladino “Cesa de Jan” – quale futuro?
In caso di passaggio di provincia, all’Istituto Culturale “Cesa de Jan” si potrebbero applicare gli stessi regolamenti che sono in vigore per l’Istituto Culturale “Micurà de Rü” a San Martino. Tale istituto è stato istituito con legge provinciale nel 1977 con sede a San Martino in Badia e una sede distaccata a Selva di Val Gardena. È un ente di diritto pubblico, cioè un ente strumentale della Provincia Autonoma di Bolzano. L’amministrazione dell’ente avviene tramite un consiglio d’amministrazione nominato dalla Giunta Provinciale in base a terne proposte da parte dei Comuni, delle associazioni culturali, dell’Istituto Pedagogico e della Intendenza scolastica. La Provincia garantisce con un contributo annuale l’attività annuale dell’Istituto. Il personale dipendente è personale dipendente della Provincia ed è pagato dalla Provincia. Il bilancio attuale dell’Istituto ammonta a 611.880,00 €, l’attuale pianta organica è composta di 12,25 unità.
L’Istituto dispone di una biblioteca di 11.000 pubblicazioni ladine o sui ladini. Dal 1977 in poi l’Istituto stesso ha pubblicato 224 libri e ha promosso 170 dissertazioni di studenti.
Il fine dell’Istituto è la salvaguardia e la promozione della lingua, della cultura,della specificità etnica e della storia ladina. Nel 2008 sarà messa a disposizione da parte della Provincia una nuova sede più spaziosa.
È inoltre attivo a San Martino il Museo “Ciastel de Tor”. Si tratta anche in questo caso di un museo pubblico, cioè provinciale. È stato istituito come ente pubblico autonomo nel 1997 è stato aperto al pubblico come museo nel 2001. L’acquisto del maniero e il suo adattamento a museo con l’arredamento è costato 12.000.000 €. Il bilancio annuale del museo ammonta a 400.000,00 € con un contributo fisso da parte della Provincia. Il Personale dipendente è personale provinciale. La pianta organica comporta 3,5 posti. Anche il personale stagionale viene messo a disposizione dalla Provincia.
Alle dipendenze del Museo provinciale “Ciastel de Tor” sarà nei prossimi anni aperto un museo a San Cassiano con un’esposizione sui temi: l’orso del Conturines, le leggende e i fossili.
 
Finanziamenti alle associazioni culturali

Possono beneficiare di contributi e sussidi enti, associazioni, comitati e cooperative culturali aventi la loro sede nella provincia di Bolzano che statutariamente svolgono attività esclusivamente o prevalentemente culturali o artistiche senza perseguire scopi di lucro.
Tra le principali attività finanziate rientrano manifestazioni e iniziative quali: spettacoli, concerti, mostre, conferenze ecc. che contribuiscano a promuovere la cultura e tengano conto dei bisogni della collettività. Le attività possono essere finanziate fino alla misura massima dell’80 % della spesa preventivata e ammessa a contributo.
Esiste anche la possibilità di ottenere contributi per la ristrutturazione di sedi e l’acquisto di arredi e attrezzature.
 
Bollino blu: quali procedure?

In Alto Adige non esiste il bollino blu.
 
B&B (Bed and Breakfast) quali normative?
Si intende come affittacamere privato, chi affitta non più di 6 camere ossia 4 appartamenti.
Affittacamere che esercitano tale attivitá da almeno 2 anni possono richiedere contributi (fino a 5.000 € per ogni camera, oppure fino a 10.000 € per ogni appartamento) per lavori ed acquisti relativi alla gestione dell’attività.
 
Assegno provinciale al nucleo familiare

Da luglio 2005 è istituito il nuovo assegno al nucleo familiare provinciale. È destinato alla cura e all’educazione dei figli nei primi tre anni di vita (massimo 36 mesi). Inoltre, sempre da luglio 2005 l’attuale assegno al nucleo regionale viene erogato anche a famiglie con almeno due figli minorenni a carico.
L’assegno provinciale è stabilito nella misura di 80 € al mese per figlio, quello regionale varia in base al reddito familiare. Nella categoria di reddito per es. tra 20.099 e 22.700 € annui, l’assegno regionale per il secondo figlio è di 80 €, per il terzo di 150 €, per il quarto di 226,25 € e per il quinto di 306,67 €. Per redditi minori o più figli gli importi sono maggiori
Requisiti: il reddito e patrimonio della famiglia (indipendentemente dal numero dei componenti) non può superare 80.000,00 € all’anno. Reddito e patrimonio vengono valutati in ugual modo all’assegno al nucleo familiare regionale.
 
Io non so il tedesco – avrò dei problemi?
In Alto Adige c’è l’obbligo del bi- o trilinguismo per la sola attività pubblica. Le attività private non sono minimamente toccate da questa disposizione. È ovvio che anche l’introduzione del bi- e del trilinguismo avverrebbe solamente dopo una adeguata fase transitoria, che durerà almeno 2 decenni (cioè un ciclo scolastico completo, dall’inizio delle scuole materne all’arrivo nell’ultima classe delle scuole superiori).
In ogni caso l’introduzione del tedesco avverrebbe gradualmente ed appena dopo l’avvenuta aggregazione dei tre comuni alla Provincia di Bolzano. Per tale aggregazione l’iter legislativo sarà ancora lungo; prima dell’introduzione del tedesco passeranno perciò ancora molti anni.
In ogni caso vigerà la regola generale che contratti di lavoro esistenti non verranno toccati.
 
Dovrò andare a Bolzano per tutti i miei documenti?

La Provincia di Bolzano dispone di una rete di uffici decentralizzati su tutto il territorio. Gran parte delle pratiche possono venie inoltrare direttamente tramite i comuni, mentre alcuni servizi sono concentrati in strutture speciali.
Illustriamo questo decentramento prendendo come esempio il comprensorio sanitario di Brunico, ripartito nelle sottosezioni di Brunico-Circondiario, Valle Aurina, Alta Val Pusteria e Val Badia (comuni di Marebbe, San Martino in Badia, La Valle, Badia e Corvara).
In tutti i comuni della Val Badia vengono offerte ai cittadini i servizi della medicina di base. L’ assistenza sanitaria di base ai cittadini, ai turisti ed agli ospiti in Val Badia è garantita da 7 medici di medicina generale. Garantiscono l’assistenza sanitaria durante la notte, nei giorni festivi ed il fine settimana. Il servizio di guardia medica è organizzato e coordinato dal coordinatore medico del distretto.
Il personale infermieristico del distretto svolge il suo lavoro negli ambulatori ed in caso di necessità a casa del paziente. Gli ambulatori infermieristici si trovano a San Vigilio, Longiarù, Antermoia, La Valle, Pedraces, San Cassiano, Corvara e nella sede del distretto a Piccolino.
Le assistenti sanitarie svolgono la loro attività preventiva nel consultorio materno infantile a San Leonardo/Badia e nella sede del distretto a Piccolino.
Le dietiste del servizio dietetico e nutrizionale operano nella sede del distretto a Piccolino.
Il Comprensorio Sanitario di Brunico ha incaricato un dentista ad eseguire "l'assistenza curativa odontoiatrica".
Nella sede del distretto a Piccolino/San Martino in Badia si trovano, oltre ai servizi sopra citati, un punto prelievo sangue ed il servizio amministrativo (ex cassa malati). Inoltre, c’è un ambulatorio ginecologico, il servizio di Riabilitazione, un ambulatorio della medicina del lavoro e l’ambulatorio dentistico.
 
I trasporti pubblici verranno adeguati alla nuova situazione?

La rete di trasporti pubblici in Alto Adige è abbastanza fitta: le valli principali (Venosta, d’Adige, Isarco, Pusteria) vengono servite da autobus di linea ogni 30 minuti, quelle laterali (come p.es. la Val Badia) ogni ora. In questo sistema verrebbero integrate anche Fodom, Col e Ampezzo, senza però ridurre le linee esistenti che collegano tali comuni con Belluno.
 
Gli italiani stanno davvero male in Provincia di Bolzano, come sostengono alcuni politici?

La situazione concreta della popolazione (sia essa italiana, tedesca o ladina) viene descritta dai politici spesso attraverso l’ottica della loro appartenenza al governo o all’opposizione. In questo contesto è naturale che i partiti italiani di centro-destra in Alto Adige, che sono all’opposizione, enfatizzino il cosiddetto “disagio” del gruppo linguistico italiano. Però i fatti parlano in maniera molto più oggettiva della lettura “politica” di una determinata situazione: ed è pacificamente accettato che la buona amministrazione della provincia di Bolzano sia anche a vantaggio del gruppo linguistico italiano, che anche questo gruppo ha a disposizione tutte le infrastrutture necessarie, e che le disposizioni a favore dei singoli gruppi linguistici tutelino anche il gruppo italiano.
 
È impossibile elencare tutte le specificità della Provincia di Bolzano in una scheda informativa. Ribadiamo perciò che tutte le informazioni utili si possono ottenere direttamente sul sito internet della Provincia autonoma stessa: http://www.provincia.bz.it/
Tale sito è interamente bilingue italiano e tedesco, ma contiene anche un buon numero di pagine in ladino, francese e inglese. Un’ulteriore conferma dell’attenzione che la Provincia di Bolzano rivolge ai propri cittadini di tutti i gruppi linguistici.

 

 

 
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