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La secessione arriva a palazzo Piloni PDF Print E-mail
18-10-2007

Il Gazzettino, 18.10.2007
Il referendum di Cortina, Livinallongo e Colle Santa Lucia al centro dei lavori del consiglio provinciale che si terrà sabato

La secessione arriva a palazzo Piloni


La convocazione della seduta è stata richiesta da sette esponenti di diversi partiti della minoranza

Belluno - Referendum del 28-29 ottobre 2007 a Cortina d'Ampezzo, Colle Santa Lucia e Livinallongo Col di Lana: questo è l'ordine del giorno che verrà discusso sabato mattina dal consiglio provinciale che si riunirà in seduta straordinaria a palazzo Piloni. La richiesta di convocazione porta la firma di 7 consiglieri, tutti appartenenti alle forze di minoranza: Raffaele Addamiano (Alleanza Nazionale), Maria Cristina Targon (Forza Italia), Antonio Marrone (Forza Italia), Pierluigi De Cesero (Belluno Autonomista), Matteo Toscani (P.A.B.), Ennio Vigne (Amministratori per la Provincia) e Nunzio Gorza (Lega Nord). I punti chiavi del dibattimento verteranno su due richieste, da inoltrare al governo e al parlamento, che riguardano il federalismo fiscale e l'autonomia dei territori montani. In particolare, il testo dell'ordine del giorno fa riferimento alla richiesta di realizzare, ai sensi dell'art. 119 della Costituzione, un autentico federalismo fiscale, fondamentale strumento politico-normativo in grado di arrestare i fermenti secessionisti manifestatisi e di determinare stabilmente condizioni socio-economiche rispettose del principio di uguaglianza di cui all'art. 3 della Costituzione. Si parla anche dell'esigenza che lo stato si impegni a garantire e rendere effettivo il diritto di maggiore autonomia dei territori montani, e ciò con specifico riferimento alla Provincia di Belluno ove tutti i suoi 69 Comuni, siano essi confinanti o meno con le Regioni limitrofe, hanno pari dignità e reali bisogni. Secondo i promotori dell'ordine del giorno, i referendum sono l'espressione di un malessere di natura socio-economica che trova le sue radici sia in una situazione di oggettiva sperequazione tra le diverse realtà dell'arco alpino, sia in un dualismo di autonomia finanziaria tra regioni a statuto ordinario e regioni a statuto speciale. Un malessere che quindi va interpretato, capito e al quale bisogna trovare delle soluzioni. «Credo sia davvero necessario - ha detto Raffaele Addamiano - che il consiglio si riunisca per discutere e per dibattere su un tema così importante che riguarda l'intera provincia. Approfondire la questione dei referendum è un diritto-dovere. E' la prima volta che in questa legislatura la minoranza in maniera pressoché compatta chiede la convocazione straordinaria del consiglio provinciale».Andrea Ciprian

 
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